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mercoledì, 01 luglio 2009
Il nuovo segretario del PD

 

Il nuovo segretario del PD

I giorni che stiamo attraversando sono giorni frenetici non solo per le “intemperanze” del premier che chiede una tregua politica tra maggioranza ed opposizione almeno fino al G8 di L’Aquila (come se non sapessimo ciò che è avvenuto nel lungo colloquio privato tra il presidente della Repubblica Napolitano, cui sicuramente ha “invocato aiuto”),  in nome del buon nome dell’Italia di fronte ai partner internazionali, ma anche per le schermaglie per il congresso del PD.

Per cui le difficoltà del premier, che sono vistose direi da sempre e che mi suscitano costante meraviglia per come sono viste dagli italiani, ma ancor di più quando di fronte alle contestazioni che gli vengono mosse da più parte dai cittadini (cosa fisiologica in una democrazia !?), egli dia la colpa sempre e solo alla sinistra, che a pensarla come lui organizza volta per volta fischi, lazzi e quant’altro contro di lui, perché sono manifestazioni che non rendono in termini elettorali: gli italiani lo amano! Magari pretende che tutti, avversari compresi, lo amino a prescindere…, mentre non si accorge, lui così attento ad ogni cosa, che la sua politica sta facendo acqua da tutte le parti. Tuttavia, ancora una volta, mi ha “impressionato” il suo piglio esteriormente deciso quando in una conferenza stampa ha detto testualmente: “Nel pomeriggio andrò a Viareggio e prenderò la situazione nelle mie mani”. Che presunzione:  a tragedia avvenuta e quando già i vigili del fuoco sono intervenuti con tempestività e competenza salvando il salvabile in quel mare di fuoco. Anche quel palcoscenico come quello dell’Aquila vuole fare suo!

Ma parliamo del PD. Il suo congresso sarà ad ottobre: i candidati si stanno posizionando. Franceschini, Bersani, qualche altro. Quasi quasi non mi interessa l’uomo che dovrà assumersi il gravoso incarico. Mi interessa il programma e il suo contenuto che guardi di più ai veri interessi degli italiani e non parli solo alla loro pancia, pure importante ma non determinante ai fini di un’Italia che stia alla pari con le altre nazioni europee e mondiali in termini di giustizia sociale, di solidarietà, di impegni seri verso le fasce più deboli della popolazione, di un fisco serio, di scuola seria, di sanità seria, di lavoro serio e non di pannicelli caldi.

Però, mi pongo una domanda che vorrei estendere al PD tutto: “Vanno bene Franceschini e Bersani i cui nomi ricorrono tra i candidati più quotati, ma è possibile che il sud non possa, non sappia, non abbia da esprimere neppure un’ombra di candidato? La lunga tradizione democratica espressa dal sud è completamente finita? Dove sono i Don Sturzo, i Moro, i De Mita di allora, i Mattarella, i Berlinguer, ecc.? Davvero non c’è più nessuno con i “coleos”, capace di interpretare i bisogni del sud sempre più bistrattato da una Lega che pensa solo agli interessi del nord e di un MPA che si è appiattito sulle posizioni di Berlusconi e Lega?”

Sono davvero sconcertato e deluso. Sud, datti una smossa!

Cordialmente!  

Postato da: lupoalburnino a 09:40 | link | commenti
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giovedì, 18 giugno 2009
La vittima: solo e sempre la scuola!

Mi si può accusare di essere di parte, perché sono stato un maestro elementare fino a non molti anni fa. Ebbene si, non solo sono di parte, ma anche fazioso: difendo la scuola italiana ad occhi chiusi. Però, prima di accusarmi abbiate la pazienza di leggermi, facendo una premessa semplice semplice. Innanzitutto mi preme sottolineare che difendo quel settore che conosco di più, la scuola elementare che oggi si chiama scuola primaria, e, poi, anche gli altri segmenti che non meritano di essere “disprezzati” da un ministro che per conseguire l’abilitazione alla professione è dovuta recarsi a Reggio Calabria. Per ignoranza o per comodità?

Non ho letto il rapporto OCSE sulla scuola europea e su quella italiana in particolare. Ne conosco i contenuti per le notizie riportate sui giornali che sono stati non solo subito interpretati in senso negativo, ma immediatamente rilevati con accenti drammatici dalla ministra Gelmini per avvalorare la sua tesi (sua per modo di dire…diciamo di Tremonti) sulla necessità di una riforma che migliorerebbe la scuola italiana attraverso essenzialmente i tagli e le riduzioni di ore e di materie. Come ministro avrebbe fatto meglio a recarsi nelle scuole per rendersi conto “de visu” di come funziona veramente e di quello di cui ha bisogno perché funzioni bene. Non lo ha fatto, ma si è accontentata di ascoltare i suoi direttori generali e il ministro Tremonti in particolare che come lei di scuola non capisce un tubo.

Vorrei mettere in evidenza soprattutto un aspetto, diciamo così logistico e strutturale della scuola italiana. L’Italia, per chi non sapesse, è molto diversa topograficamente dagli altri paesi europei e direi del mondo, perché non solo ha una forma allungata che non consente agglomerati troppo estesi, ma una distribuzione sul territorio di comuni, borghi, frazioni, che la fanno chiamare il paese dei mille campanili…, per cui anche la cosiddetta popolazione scolastica è distribuita a macchia d’olio sul  territorio. Di qui ne consegue che spesso le classi sono formate da pochi alunni in alcune zone e da molti in altre zone della stessa provincia. Per esempio la provincia di Salerno, almeno per la scuola dell’infanzia e per la primaria, con il maggior numero di comuni in Italia, ha una popolazione scolastica abbastanza numerosa, ma distribuita non in modo omogeneo. In tal modo ci sono classi con un numero di alunni inferiore a quello stabilito dalla legge e classi molte volte superiore sempre a quello stabilito dalla legge. Basterebbe che il nostro dirigente scolastico provinciale si facesse un giro per le scuole per poterlo constatare di persona. Invece si fa il computo di tutti gli alunni e si divide per 25, numero canonico della legge, con il risultato che gli alunni sono inferiori alla media europea. Insomma, un computo ragionieristico! Che bella scoperta! Vorrei vedere in Europa quanti sono i bambini che ogni mattina percorrono chilometri e chilometri per raggiungere il proprio edificio e quanti sono i genitori che per accompagnarli fanno tardi sul posto di lavoro. Da noi, peraltro, gli scuolabus trasportano gli alunni, là dove si fa, solo nell’ambito del comune. Per gli altri ordini di scuola le cui classi non sono asfittiche, anzi mi risulta affollatissime come sempre, potendo gli studenti spostarsi più facilmente dai piccoli centri in quelli più grossi, nei quali possono frequentare gli istituti superiori, gli stessi problemi non sono presenti. Poi esiste un altro problema non di secondaria importanza: gli edifici scolastici non sono proprio nuovissimi con aule e spazi non ampi non solo, ma neppure sufficienti a “contenere” un numero di alunni conforme alla legge. Dovrebbe esserci un rapporto diretto e obbligatorio tra metratura delle aule e numero degli alunni che non sempre viene rispettato, anzi oggi meno che mai. Sarebbe il famoso diritto alla sicurezza. Ma alla ministra interessa tutto questo? No! Sulle sue labbra, e non mi permetto di giudicarle esteticamente, si legge solo il termine riforma.

Per ultimo, per non tediare ulteriormente: in quarant’anni di insegnamento mai nessuna commissione di esperti è venuta nelle mie classi e, mi risulta, in nessuna delle altre classi dei miei colleghi per valutare le “conoscenze” dei miei alunni. Questa benedetta OCSE come fa a sapere se gli alunni e gli studenti italiani sono più o meno preparati degli altri alunni e studenti europei? Per campioni, si dice. Vuoi vedere che in Italia si ha anche la sfortuna di “incocciare” sempre in campioni sbagliati?

Piuttosto in Italia è un altro il problema ed è serio. Da noi c’è un “alfabetismo di ritorno” che fa spavento sia sul piano della preparazione culturale che su quello sociale e politico. Di questo si dovrebbe preoccupare la ministra. Però, ci si domanda: “Perché? Non è meglio una massa di ignoranti che un popolo colto e informato?”

Cordialmente!

Postato da: lupoalburnino a 19:18 | link | commenti (2)
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domenica, 14 giugno 2009
E si dicono capitani coraggiosi...

In questo periodo sono molto frastornato dai boatos che sta sollevando Berlusconi: complotti, progetti eversivi, diritto alla privacy, discorsi sempre sugli stessi argomenti. E sono meravigliato, oltre che frastornato, che lo stesso personaggio non parli mai di un altro progetto: quello politico, ossia la risoluzione dei problemi del Paese.

La maggioranza di questo governo è stratosferica, potrebbe compiere miracoli, eppure per tutto il tempo in cui ha governato Berlusconi non si è visto nulla se non leggi ad personam. E’ possibile che gli italiani non si accorgano di ciò che avviene intorno a loro? Capisco pure che il centrosinistra non sia stato capace di intercettare il consenso degli elettori, ma se questo popolo è informato solo attraverso le Tv pubbliche e private che inneggiano al premier anche per quello che non ha fatto e non fa, perché ormai i giornali non si leggono più come un tempo, per cui le notizie si danno, come si danno, solo attraverso l’etere, ma non riesco neppure a capire come gli elettori non si rendano conto che i problemi stiano incancrenendo così tanto quasi nell’indifferenza generale.

Non capisco neppure come mai Berlusconi, ogniqualvolta interviene ad un convegno (Confartigianato, Confindustria in questi giorni) parli sempre dei suoi problemi come se fossero i problemi del Paese e nessuno abbia il coraggio di dirglielo in faccia. Mi sarei aspettato che sia in Confartigianato, sia in Confindustria qualcuno, preoccupato delle sorti dell’Italia, glielo avesse fatto notare anche sommessamente, con un minimo di dignità. Sono tutti suoi elettori? Neppure uno che dissenta da lui? E’ possibile che la Marcegaglia, il Montezemolo, il De Benedetti, il Tronchetti Provera, il Colaninno padre, ecc., che pure si dicono “capitani coraggiosi”, siano tanto paurosi da non avere il coraggio di intervenire e contestargli questo atteggiamento sempre identico in qualsiasi circostanza? Il Montezemolo, che era così attivo con il governo Prodi in maniera da “suggerirgli” anche come governare, oggi tace? Non riesce più a parlare? Allora davvero i poteri forti stanno altrove e non piuttosto nelle mani di Berlusconi? Mi si potrebbe obiettare che non conviene a nessuno metterselo contro tanto la ricchezza, nonostante la crisi che attanaglia l’Italia, è saldamente sempre nelle loro mani. Chi glielo fa fare?

Ma la dignità? E gli italiani?

Cordialmente!

   

Postato da: lupoalburnino a 08:08 | link | commenti
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giovedì, 11 giugno 2009
La dignità umana: anche Veronica ce l’ha!

“In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale. Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui. Certo é che l’ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia”.

Questo il breve comunicato di Veronica Lario pubblicato sul Corriere della Sera di questa mattina. Conciso e compendioso. Forse molto più efficace di tutte le lettere e i comunicati pubblicati in precedenza.

La mia? A me Veronica Lario non mi è simpatica come donna, perché come donna, non so se innamorata in illo tempore del suo futuro marito, ha approfittato della sua avvenenza per “adescare” Berlusconi per poi sposarlo. Ma sono fatti suoi. In questo momento mi interessa l’aspetto etico, morale e sociale della vicenda. Che avesse ragione o meno poco conta. Si è sentita una donna offesa come moglie e come persona. Ha reagito come tutte le mogli fanno quando si sentono e si vedono tradite. Del resto anche gli uomini non gradiscono i “bitorzoli” sulla fronte. Forse ancora di più. Nel caso specifico gli italiani hanno dimostrato, con il tsunami di voti che gli sono caduti addosso, che al “dominus” tutto è consentito, per cui Veronica ha sbagliato. Il che significa che la dignità degli italiani è al livello delle scarpe, non perché sia Berlusconi ad essere stato toccato (sono fatti privati come dicono tutti, giustificandolo), ma perché è capo del governo in carica. Perfino nella Roma imperiale, città corrotta e lussuriosa, Cesare non solo doveva essere, ma anche apparire serio ed onesto come la moglie. Nel nostro caso no o, per meglio dire, in Italia no. Ma l’aspetto più ributtante della vicenda Berlusconi-Lario-Noemi è che il fango è stato buttato addosso solo a Veronica, di cui non si è tenuto conto della sua dignità di moglie, di donna e di persona. Perfino la Santanchè si è scomodata per rifilarle un amante, guarda caso nella sua guardia del corpo: da quale pulpito è venuta la predica. Ma quello che fa scandalo è che neppure la Chiesa, se non da Famiglia Cristiana, è venuta una condanna, fosse stato solo un rimprovero, a Berlusconi per il suo discutibile comportamento. Eppure Gesù Cristo disse chiaramente: “Oportet ut scandala eveniant”, nel senso che dagli scandali può e deve nascere una società più seria, più onesta, più generosa e più giusta.

L’Italia si crogiola nel fango. Del resto non è roba solo di adesso. Gli esempi sono piuttosto recenti. Giudo Cazzullo su Magazine, allegato al Corriere della Sera, ha scritto: “Siamo servi riconoscenti, felici di servire. Abbiamo bisogno di un capo e siamo lieti se telefona alla nostra fidanzata o a nostra figlia adolescente e la invita a casa sua  per il Capodanno, perché lui è l’uomo del popolo, il Presidente”.

In verità, in qualche post fa, ho scritto lo stesso concetto: ne sono soddisfatto anche se tra Cazzullo e me esiste un abisso.

C’è poco altro da aggiungere, se non ribadire il refrain: “Maxima reverentia “mulieri” debetur!”          

Cordialmente!

Postato da: lupoalburnino a 16:04 | link | commenti
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martedì, 09 giugno 2009
Quousque tandem

"Quousque tandem, Catilina, abuteris patientia nostra?" Non so se dirlo a me stesso o a qualche altro. Evidentemente non sto bene se sono giunto al punto di prendermela con me stesso. Mi trovo a disagio in questa società di approfittatori, di vili, di privilegiati, di voltagabbani, di ricconi e di poveracci. Forse non ho fatto abbastanza per migliorarla, nemmeno nel mio piccolo. Eppure non pretendo molto: un pò di giustizia sociale! Perchè se si vive in una società socialmente giusta non possono esserci soprusi, ingiustizie, prepotenze, privilegi, violenze fisiche e morali, miseria, ecc. E neppure la dittatura, morbida o dolce quanto si vuole, ma sempre dittatura. E' un concetto questo che ripeto monotonamente ed ossessivamente da alcuni anni a questa parte. Eppure mi sembra di assistere ad uno spettacolo: uno spettacolo strano in cui sul palco ci sono gli attori che recitano una commedia di giustizia e di uguaglianza, mentre il pubblico invoca la pena di morte, il razzismo, la dittatura. Finchè il capo comico non dice: "Ah! volete l'uomo dal polso duro? Sono pronto". Però, è tutta una commedia. Si, quella commedia in cui la giustizia sociale viene trattata come uno straccio, per cui diventa sgradevole e deve essere sostituita con il polso fermo. Con la dittatura, appunto! Anche negli anni venti e poi più giù avvenne la stessa cosa, in maniera diversa, ma con le stesse caratteristiche, ma sempre con il pubblico osannante. Finchè...il popolo non prese coscienza e furono guai. La storia non fa sconti. La resa dei conti arriva sempre, forse con un certo ritardo, quasi a dimenticarsi di tutto. Ma arriva sempre, perchè la spada di Damocle è lì, in attesa, per calare sulla testa...

Cordialmente!    

Postato da: lupoalburnino a 07:32 | link | commenti (2)
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lunedì, 08 giugno 2009
Piano piano, dolce dolce...

Anche questa tornata elettorale, finora per le europee, è andata. Per me è andata male, perché ho votato per il PD. E’ vero che non c’è stato lo sfondamento del PDL, ma le Lega si è notevolmente rafforzata per cui il governo, per certi versi, è diventato ancora più forte, quindi più prepotente e più violento.

Però, non posso liquidare il tutto con quattro battute. Una riflessione, sia pure di parte, ma anche semplice semplice, bisogna pur farla. Elenco dei numeri per esemplificare il mio pensiero:

A livello nazionale questi sono i dati: PDL = 35,1%; PD = 26,2%; IDV = 7,9%; UDC = 6,5%.....

Per circoscrizioni.

Nord Ovest:  PDL = 33,5%; PD = 23,2%; Lega = 19,4; IDV = 7,1%; UDC = 5,4%.

Nord Est: PDL = 27,8%; PD = 27,8%; Lega = 18,8%; IDV = 7,2%; UDC = 5,6%...

Italia Centro: PDL = 37%; PD = 32,9%; IDV = 7,8%; UDC = 5%...

Italia Sud: PDL = 42,1%; PD = 22,2%; UDC = 9,9%; …

Italia Isole: PDL =36,4%; PD = 24,9%; La Destra = 12,4%; UDC = 10,4%; IDV = 7,5%....

Si può dire “cornuti e mazziati”? Ma si! Se questi sono i risultati soprattutto nel sud, isole comprese, non mi sembra che ci sia un’espressione migliore per inquadrare la vicenda elettorale. Insomma, là dove meno sono stati gli interventi del governo (fondi Fas in primis, dirottati altrove come tutti sanno), gli italiani hanno premiato Berlusconi.

C’era da aspettarselo? Forse si anche se io personalmente, ragionandoci su, mi sarei aspettato un comportamento diverso. Però, però…”Historia, magistra vitae”. Nel 1946, quando si svolse il referendum su monarchia e repubblica, Napoli votò con circa l’80% a favore della monarchia, nonostante i “Savoia avessero regalato al Sud una mala-unità e i non troppi edificanti episodi della fuga di Pescara e dell’8 settembre per quell’antico inestricabile coacervo, difficile da spiegare razionalmente, di sentimenti e nostalgie monarchiche”, comprese la Calabria e la Basilicata. A Napoli ci fu una vera strage di giovani, fortemente contrari alla repubblica che portò l’Italia sull’orlo della guerra civile. Che significa? Molto semplice. Estendendo questo concetto al sud, significa che qui da noi, nella stragrande maggioranza, si vuole fortemente il “monarca”. E’ una specie di scudo, di protezione, di forza. Che importanza ha se i precari si trovino in maggioranza al sud, compresi quelli della scuola? Che importanza ha se la disoccupazione si trovi essenzialmente al sud? Che importanza ha se le pensioni più basse siano sempre al sud? Che importanza ha se la riforma della Gelmini sulla scuola abbia colpito in particolare il sud, là dove non si può applicare il tempo lungo o il tempo pieno? Nessuna importanza. Il sud ha bisogno del “monarca”!

Male ha fatto l’UDC a candidare Vittorio Emanuele Filiberto nella circoscrizione del Nord Est. Almeno avremmo avuto un europarlamentare del sud con sangue blu nelle vene.

Forse no. Tanto il monarca c’è già e può scorrazzare a suo piacimento in tutti i contesti, anche nei talami nostrani. Ai monarchi, ancora oggi, si deve concedere lo “ius primae noctis” e naturalmente tanto tanto consenso!  

Cordialmente!   

Postato da: lupoalburnino a 08:30 | link | commenti (2)
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giovedì, 04 giugno 2009
I voli di Stato...

Questa mattina a Prima Pagina di Radio3 un'ascoltatrice ha posto una domanda provocatoria, ma molto intelligente al giornalista di turno, Paolo Franchi del Corriere della Sera: "Scusi, signor giornalista, le pongo questa domanda semplice semplice. I passeggeri degli aerei civili, se dovessero incorrere in qualche disastro, tipo quello di Air France, come si sa sono assicurati, per cui le famiglie saranno risarcite. Ma i passeggeri dei voli di Stato sugli aerei della Repubblica Italiana, non autorizzati, ossia non facenti parte delle istituzioni, la cosiddetta gente comune, in caso di disastro aereo, sono assicurati come i politici autorizzati? E se no, chi risarcisce le famiglie? In questo caso, io che sono poco abbiente posso chiedere un passaggio all'aeronautica militare italiana senza pagare il biglietto? Di questi tempi di magra i voli dell'aeronatica dovrebbero essere estesi anche ai civili. Non le pare?"

Il giornalista è rimasto a corto di argomenti.

Cordialmente! 

Postato da: lupoalburnino a 09:13 | link | commenti (2)
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mercoledì, 03 giugno 2009
La primadonna...

La differenza di stile: la serietà e il populismo!

Ieri a Roma si è celebrata la Festa della Repubblica. Sul palco delle autorità si notano subito il Presidente Napolitano con accanto Schifani e Fini e molti ministri e parlamentari di maggioranza e opposizione in perfetto orario rispetto ai tempi organizzativi della cerimonia in segno di “rispetto” verso lo Stato e il popolo italiano. Si nota anche una sedia vuota, su cui le telecamere si soffermano più volte. Non si sa se per rimarcare un’assenza o in ansiosa attesa. Dopo circa quindici minuti da dietro il palco sbuca il presidente del consiglio: la primadonna! Finalmente la sedia vuota viene occupata…

Il Presidente Napolitano gli porge la mano, guardandolo freddamente e durante tutta la cerimonia non gli rivolge mai la parola, mentre parla spesso con Fini e Schifani. Berlusconi dirà poi che è stato impegnato in “telefonate istituzionali”, ecco il motivo del ritardo, e con un torcicollo che gli impedisce di guardare a “destra e a sinistra”. Ha alluso a qualcosa o a qualcuno?

Alla fine della cerimonia tutti ordinatamente raggiungono le loro auto, mentre il premier si tuffa tra la folla. Perché? Perché i politologi e gli psicologi hanno spiegato che aveva bisogno della sua gente, quella gente che lo osanna, ma tutti hanno potuto notare che la testa girava in tutte le direzioni per raccogliere uno sguardo, un applauso, un incoraggiamento. Per miracolo il torcicollo è passato…Un bagno di folla cosa può fare!

“Non mollo. Ho appena incominciato. La sinistra alle prossime elezioni sarà maciullata”. Che spavento!

Al di là di queste previsioni che potranno anche verificarsi per come il popolo lo accoglie dovunque vada, mi preme sottolineare la differenza di stile tra due uomini delle nostre istituzioni: Napolitano e Berlusconi. Il primo incarna la serietà, il secondo il populismo. Anche in questa circostanza, la Festa della Repubblica, che non è né di destra, né di sinistra, ma di tutti, la differenza di stile tra i due uomini di Stato si è manifestata in tutta la sua espressione.

Da una parte un uomo che rispetta la Repubblica e il popolo anche con piccoli gesti come può essere la puntualità. Dall’altra parte un uomo che non rispetta (vorrei usare un altro termine) né la Repubblica, né il popolo italiano anche per il suo ritardo. Piccole cose mi si può obiettare, ma come si spiega poi il suo lungo bagno di folla prima di rientrare nei suoi appartamenti? Forse perché ama il popolo? No, assolutamente. La primadonna non dice mai: “Io amo il popolo”. Dice solo: “Il popolo mi ama”. E’ una piccola differenza? A voi la risposta.

Cordialmente!

P.S. Asor Rosa, l’illustre storico e quant’altro, già sindaco di Roma, ha scritto oggi su Il Manifesto un articolo su Mussolini, meravigliandosi di come gli italiani abbiano potuto seguire un uomo dagli occhi spiritati e solo in cerca di potere. Nel frattempo fa un’analogia con il personaggio di oggi che troviamo sempre sugli schermi televisivi.

Io non sono Asor Rosa, neppure un pelo, ma ci tengo a far presente che qualche giorno fa anch’io, nella mia povertà culturale, ho fatto la stessa riflessione. Tutto qui.

Postato da: lupoalburnino a 07:44 | link | commenti (4)
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lunedì, 01 giugno 2009
Ieri, oggi, domani...

Ieri sera ho visto su La7 un film su Mussolini. Non è stata una novità, ma mi ha ancora una volta impressionato sfavorevolmente quest’uomo che ha “racchiuso” tutto il potere nella sua persona e nella sua capacità, anche allora, di influenzare l’opinione pubblica.

Io ho molti anni sulla groppa, purtroppo o per fortuna a seconda dei punti di vista, perché oltre ad aver letto e sentito, ho anche visto. Ero un bambino durante l’ultimo grande “massacro di uomini e di cose”, ossia la seconda guerra mondiale. Ho sentito fischiare le bombe e “ammirato” gli aerei leggeri che in aria facevano evoluzioni mirabolanti rincorrendosi l’un l’altro mentre gragnole di proiettili colpivano le carlinghe e il fumo usciva dalla coda degli stessi. In quei momenti mi sembrava uno spettacolo straordinario che improvvisamente si presentava davanti ai miei occhi di bambino: un gioco!

Poi il mio paese si popolò di gente nuova, mai vista prima, tanta gente che veniva da lontano, da Napoli soprattutto, ma io non sapevo neppure dove fosse Napoli: gli sfollati!

Ero piccolo, ma avevo le orecchie aguzze e ascoltavo i miei paesani che rimproveravano gli sfollati di essere in un certo senso responsabili della guerra, perché le piazze e le strade erano gremite di folla che osannava Mussolini e gli chiedeva di entrare in guerra. Gli sfollati rispondevano: “Si, è vero. Mussolini ci prometteva una guerra lampo e una ricchezza immensa dopo la vittoria. Poi ci siamo accorti che è stato tutto un inganno e adesso gridiamo “abbasso il fascismo”, che ci costringe a lasciare le nostre case per vivere nella paura e nella miseria”. Ed infatti, non solo per noi paesani erano tempi duri, di miseria e di paura, ma soprattutto per loro che, pur avendo i soldi in tasca, trovavano molta difficoltà a trovare il cibo, che era scarso per tutti. Ricordo che in casa mia il pane non si faceva con il grano, ma con “la farina di ghiande”, pane nero e duro.

Ieri sera, nel film su Mussolini, sono riapparse nella memoria le folle oceaniche che lo acclamavano, chiamandolo salvatore della patria e “duce”, che avrebbe condotto l’Italia verso il sol dell’avvenire attraverso il milione di baionette, sicuramente inesistenti, dell’esercito italiano.

Sappiamo tutti come è andata…Milioni di morti, città bombardate, guerra civile, stragi, vendette dall’una e dall’altra parte. E poi la miseria nera, l’emigrazione, le famiglie sfasciate. E poi la ripresa stentata, un barlume di prosperità, un po’ di soldi in tasca per tutti…

Oggi, senza essere pessimista, mi pare di assistere allo stesso “spettacolo”. Questa volta all’insegna delle paillettes, delle luci, del divertimento. Anche oggi un uomo si fa acclamare dalla gente, si circonda di gente giovane e bella, di gente festante, di gente osannante. Le piazze si riempiono quando si presenta, gli gridano “santo subito”, gli tributano gli onori che merita un grande condottiero. Mentre il paese è sempre più spaccato, la miseria imperversa, il divario tra nord e sud si allarga sempre di più, la disoccupazione aumenta vertiginosamente, i giovani sono sempre più sfiduciati, anche la speranza si allontana…

Ma gli italiani non cambiano, sempre osannanti, sempre festosi, sempre più proni. Viva l’Italia!

Cordialmente!

                         

Postato da: lupoalburnino a 09:11 | link | commenti (9)
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venerdì, 29 maggio 2009
Siamo seri o ipocriti?

Parlo per me e, ne sono sicuro, per svariati milioni di italiani. Della vita sessuale (privata?) di Berlusconi non mi interessa nulla anche perché, essendo realista e pragmatico, mi rendo conto che mi sarebbe preclusa. Quindi, da parte mia e da parte di quegli svariati uomini di cui prima, solo invidia, forse, ma niente di più. Però, abbiamo l’obbligo di essere seri e non ipocriti. Serietà significa, in questo caso ed in altri, di attenersi semplicemente ai fatti, non fare processi alle intenzioni, ma soprattutto mettere da parte le illazioni che nella vicenda Noemi, papi Silvio, Veronica e figli di Berlusconi sono tante e tali da suscitare solo una sorta di rigetto fisico e psicologico.

I fatti non sono inventati o creati ad arte, ossia non sono un complotto della sinistra o, come sostiene il ministro Rotondi, un complotto di qualche servizio segreto straniero. Tutti sanno che a Berlusconi piacciono le donne o, almeno, così egli intende far credere. Ed a me, onestamente, non me ne frega un tubo. Ho messo in evidenza questo aspetto solo per richiamare l’attenzione dei miei pochi lettori su un fatto incontrovertibile: a parlare di donne e a circondarsi di donne giovani e belle è Berlusconi in persona. Da sempre!

Solo i fatti e per i fatti non si usa il congiuntivo:

è un fatto che Berlusconi ha partecipato alla festa di compleanno di Noemi. E’ un fatto che la sera precedente le forze dell’ordine sono, non siano, andate nel locale della festa per controllare la sua sicurezza. E’ un fatto che Berlusconi ha regalato un collier a Noemi, di cui è stata fatta bella mostra dalla stessa ragazza e di cui è stato detto anche il prezzo, circa 5000 euro. E’ un fatto che Veronica Lario, moglie di Berlusconi, ha scritto “certe cose” ai giornali per sottolineare che non condivide il comportamento del marito in questa circostanza e in altre analoghe, accusandolo addirittura di non aver mai partecipato ai compleanni dei figli pur essendo “stato invitato”. E’ un fatto che la stessa Veronica ha detto di aver pregato gli amici del premier di aiutarlo perché “malato”. E’ un fatto che alle affermazioni di Veronica i figli suoi e i figliastri non hanno obiettato nulla. E’ un fatto che Noemi, in un’intervista rilasciata ad un giornale, ha dichiarato di essere stata spesso a Roma e a Milano da papi Silvio in varie occasioni di per “alleviare la sua tristezza”, cantando le canzoni di Apicella e dello stesso Berlusconi in una specie di karaoke, da soli. E’ un fatto che Noemi ha partecipato ad una festa di gala a Roma, avvolta in un abito di  lamè, leggerissimo, seduta al tavolo dello stesso premier come un personaggio di prima grandezza per poi allontanarsi, alla fine del galà, in un’auto blu senza che nessuno sappia la destinazione. E’ un fatto che Noemi ha partecipato alla festa del Milan insieme con la mamma, anche questa volta seduta al tavolo di Berlusconi con  Galliani accanto e alla presenza di Ancellotti. Non sembra che le foto siano un fotomontaggio e nessuno ha contestato l’avvenimento. E’ un fatto che sempre Noemi è stata per una decina di giorni in Sardegna, nella lussuosa villa del premier durante le feste natalizie e di fine anno del 2008.

Che non ci siano stati “rapporti piccanti” tra il premier e Noemi non è significativo, anche perché può essere o non essere: mi interessa poco.

Potrei continuare all’infinito con i fatti. Per esempio: è possibile che le dichiarazioni dell’ex fidanzato di Noemi, confermate dalla zia, non siano credibili solo perché ha subito una condanna non scontata per aver rubato un cellulare nel 2005? Con questa premessa neppure i pentiti di mafia e camorra, delinquenti anch’essi e condannati per giunta, possono essere considerati credibili, eppure hanno contribuito in maniera rilevante a far arrestare fior fiori di altri delinquenti e di assassini: un ragazzo di diciotto anni, che conosce i fatti perché testimone diretto, no!

Infine. Dario Franceschini, segretario del PD, ha approfittato della situazione per gettare fango sulla famiglia di Berlusconi, ponendo agli italiani questa domanda: “Vorreste voi come educatore dei vostri figli un padre simile?” A parte il fatto che Franceschini ha chiarito il senso della sua domanda, ma davvero gli italiani, sulla stregua di quello che dice e fa Berlusconi, possano volere il premier padre dei loro figli, se non solo finanziariamente? Quali sono i valori che trasmette? Non intendo neppure rispondere a questa mia stessa domanda. Ma ne pongo un’altra, anzi la pongo anche ai miei pochi lettori, come domanda finale: “Quando Veronica Lario ha dichiarato che non intendeva più convivere con un uomo malato di sesso, di un uomo cui piacciono le minorenni, di un uomo che si circonda di “ciarpame” femminile, i figli dove erano? Posso capire che non abbiano detto nulla i suoi tre figli, ma Pier Silvio e Marina perché non hanno reagito anche allora? Solo perché Franceschini ha messo il dito nella piaga la loro reazione è stata violenta? A significare che i panni si lavano in famiglia? Ma quando mai questa vicenda è stata privata?”

Forse tutti dimenticano che Berlusconi è presidente del consiglio italiano!

Cordialmente!                 

Postato da: lupoalburnino a 11:51 | link | commenti
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